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Tradizioni

Il volo della capra

Il volo della capra
Tradizioni_ITA
Nella piazza di Sant'Agostino si celebrava un tempo la festività di san Nicola da Tolentino (10 settembre), un santo agostiniano cui si attribuivano poteri taumaturgici contro la peste, invocato in una particolare stagione che precede i raccolti autunnali, per esorcizzare 

e allontanare gli eventi calamitosi e gli spiriti maligni.

La festa era caratterizzata dall'accensione di una carboniera e dal volo della capra. Un canape collegava le ripe soprastanti con la torre campanaria della chiesa di Sant'Agostino: la capra – in origine un animale vero, poi una pelle di capra impagliata – sovrastata da un pagliaccetto, veniva lanciata lungo il canape e, se moriva, se ne traevano buoni auspici per il raccolto. Se a prima vista la tradizione sembra non trovare spiegazioni e non ha uguali nelle manifestazioni religiose della Toscana meridionale, a ben guardare si scorgono alcuni elementi interessanti che meritano un attimo di riflessione: intanto la festa si celebrava il decimo giorno del settimo mese (settembre) e veniva a coincidere con il capodanno ebraico (che certo, è variabile e non fi sso nel calendario). Il capro espiatorio – in questo caso una vera e propria capra – richiama la Bibbia e la celebrazione del capodanno ebraico. Può quindi darsi che, in realtà, dietro questo rito così "barbaro" (l'uccisione della capra) vi sia un tentativo di interpretazione e di rappresentazione "drammatica" dei testi sacri.

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Tradizioni di Santa fiora