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Tradizioni

La Processione del 3 di Maggio

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Fra tutte le festività primaverili del territorio di Santa Fiora, emerge la ricorrenza, ancora intatta, del Tre di maggio, legata al culto del "Crocifi sso miracoloso", ma anche ai rituali del ciclo della vita.

La tradizione popolare vuole che il Crocifisso (attualmente conservato nel coro della Chiesa di Santa Chiara) sia stato scolpito dal padre di Passitea Croci fondatrice, nel XVII secolo, del Convento di clausura delle Clarisse (le "sepolte vive"). Quest'ultimo, scontento del lavoro (il Cristo ci appare infatti sgraziato nelle sue proporzioni), lo avrebbe gettato nella legnaia. Ma qui il Crocifisso si sarebbe palesato a Passitea, rivolgendosi a lei più volte con voce umana.

Molti sono i miracoli che avrebbe compiuto, e di cui ci parlano le cronache del Convento. In particolare, sembra che il 3 maggio del 1778 il Crocifi sso abbia salvato la popolazione locale da un tremendo terremoto: da allora, fu istituita l'usanza di portarlo in solenne processione ogni anno il 3 maggio, data che coincide con la ricorrenza religiosa della festività della Santa Croce (in altri paesi della montagna e della Maremma, si collocano nei campi crocette di legno o di canna assieme all'olivo benedetto e alla candelina della "Candelora", come simbolo di benedizione).

La festa santafiorese, a cui si abbina anche una grande fiera, è composta da vari momenti. In primo luogo il rituale dei cedri che, per antica usanza, i giovanotti del paese offrono alle ragazze come pegno d'amore. Le donne santafioresi, invece, assieme a quelle dei paesi vicini, si recano nella Pieve dove il Crocifisso, (opportunamente trasferito dal Coro della Chiesa del Convento), si offre al rito del bacio e sul suo corpo vengono drusciati anelli, catenine e treccioli (nastri di stoffa colorati), che poi verranno portati indosso per benedizione.

La processione, nel pomeriggio, vede sfilare accanto al Crocifisso, gonfaloni, stendardi delle confraternite, doni votivi, labari colmi di ex-voto, la banda paesana e in primo piano tre enormi tronchi nodosi, fatti a croce: la scena, quasi in una sorta di sacra rappresentazione itinerante, vede le grandi croci bitorsolute galleggiare in mezzo alla folla dei fedeli per le strette vie del centro storico, affi date agli incappati "cirenei" delle tre confraternite (Pieve,SuffragioS. Agostino) e portate ciascuno da un uomo solo con un sospensorio di cuoio legato alla vita, attraverso un gioco estenuante di equilibrio, forza e abilità. Un tempo portare i tronchi era segno di grande prestigio, era soprattutto la dimostrazione pubblica di essere pronti per "piglia' moglie". La processione si conclude nella Chiesa del Convento delle Clarisse con la riconsegna del Crocifisso e la distribuzione ai fedeli di fi or di campo ammazzettati con rametti di abete a tre punte benedetti, anch'essi verde simbolo della Santa Croce.

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