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Selva

Pugni di case sparse tra I boschi: punto di partenza di escursioni segnalate e percorsi mozzafiato. Così appare oggi la frazione di Selva che si distende sui fianchi del Monte Calvo (m. 930 s.l.m.) sulla destra dell'alta valle del Fiora. Il luogo è nominato la prima volta nel 1077 proprio come Monte Calvo, località ove sorse, per volontà degli Aldobrandeschi, conti di Santa Fiora, il Convento della SS. Trinità.

 

Festività e ricorrenze:

5 gennaio Canto della befana

30 aprile: canto del maggio

seconda settimana d'agosto: Festa del Drago

Ultima domenica d'agosto: festa patronale

 

La leggenda del Drago

Nell'anno del Signore 1490 incirca felicemente regnava in Santa Fiora lo Duca Guido Sforza, figlio di Bosio e della nobilissima Cecilia Aldobrandeschi. Santa Fiora stava sicura entro li terzieri del Castello, Borgo e Montecatino e le contrade intorno vivevano in pace.

Nella Fiora nascevano le più squisite trote d'Italia, ma a mangiarle erano in pochi. Lo fossato del castello del conto e la Peschiera erano guardati da coccodrilli orrendi. Uno di questi per caso scese il fiume Vicchio e risalì il fosso S. Benedetto, ricco di molte acque, fino allo bosco dei frati. Lì trovò cibo molto in vitelli e cavretti e nello villico guardiano. Essendo uno di quei giorni lo duca Guido a caccia nello stesso bosco, s'imbatté in un feroce serpente. Mandò uno suo famiglio a prendere uno specchio e, facendosene scudo, affrontò lo mostro. Questi credendo avere trovato compagnia alla sua solitudine, venne avanti e lo duca allotta prestamente, invoca la Trinità, la spada tutta dentro lo Sforza affonda.

Li frati e li villici cantarono lodi a Dio e fecero onore molto allo duca. Lo dosso dove lo serpente venne ucciso fu chiamato Fosso Serpentaio. Lo duca volle costruire una nuova chiesa dedicata alla Trinità et facevi mettere mezza testa de lo seroebte e l'altra metà offerse alla Trinità de Monti in Roma. Nella chiesa della Selva fu sepolto nell'anno del Signore 1508, vestito del saio di San Francesco.

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