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Chiesa di Sant'Agostino

Siamo nell'area dell'ex Convento agostiniano di san Michele Arcangelo, di cui si apprezza subito sul lato orientale della chiesa, l'elegante portale, per le originali decorazioni con motivi naturalistici nell'architrave, realizzate con elementi stilistici simili a quelli di alcuni portali di via dell'Olmo, nel Terziere di Castello.

Il convento degli Agostiniani, forse anche per gli stretti rapporti intessuti con gli Aldobrandeschi, divenne un punto di riferimento importante per la comunità e centro nevralgico del Borgo, come si può capire dall'edilizia circostante caratterizzata da elementi decorativi in peperino, targhe votive in ceramica, bassorilievi con simbologie religiose tra cui, in particolare, una grande tavola con i simboli dell'ordine degli Agostiniani (la mitra e la cintura sovrapposta al bastone vescovile) e un Agnus dei (fuori dalla porta di San Michele), dalla struttura delle abitazioni in peperino, dai fregi, dalle datazioni, dai portali. Annessa al convento, la Chiesa di Sant'Agostino, costruita a partire dal 1309 con successive modifi che fino al 1681. Dell'edificio originario, che aveva anche un diverso orientamento, restano tratti del paramento murario in conci di pietra disposti a fi larotto soprattutto lungo i fianchi. La facciata a capanna con lesene laterali – risalente alla ricostruzione del 1681 – reca al centro il portale con timpano spezzato e in asse una soprastante finestra rettangolare. Sul fianco destro è addossata la torre campanaria del XIV secolo, a tre ordini, con bifore e una trifora.

All'interno (struttura a capanna a un solo vano con capriate in vista e intonaci che lasciano intravedere piccole tracce di affreschi), subito a destra dell'ingresso, si trova una lapide che ricorda Ildebrandino Aldobrandeschi con lo stemma – uno dei pochi rinvenibili sul territorio – dei conti di Santa Fiora. La chiesa, era stata scelta dai conti come luogo della loro sepoltura.

Fino a pochi anni fa la chiesa conservava numerose opere d'arte, tra le quali una Madonna lignea policroma, attribuita a Jacopo della Quercia e statue, sempre in legno, raffiguranti San Nicola da Tolentino e Sant'Antonio (oggi trasferite ed esposte al Museo diocesano di Pitigliano). Rimangono da vedere un altare barocco con tracce di affreschi nella parete di destra, e un grande crocifisso ligneo trecentesco, recentemente restaurato, in una nicchia della parete sinistra. Nel coro è esposto un grande trittico in tela ad olio, probabilmente del XVI secolo, attribuito a Iacopo Pacchiarotti, di scuola senese. Al centro la Madonna seduta in trono, col figlio in collo, e, alla destra, i santi Paolo e Agostino in piedi; sotto un frate agostiniano in atto di adorazione; a sinistra, san Pietro e san Michele Arcangelo in piedi in atto di schiacciare il demonio. Ai lati sono raffigurati L'annunciata (a sinistra) e l'Angelo annunciante (a destra).

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