Salta al contenuto

La Pieve

Su un piccolo slargo sorge la Pieve delle SS. Flora e Lucilla (XIV sec.).

La chiesa, che conserva un carattere architettonico romanicogotico, mostra una facciata a capanna divisa orizzontalmente da una cornice, sulla quale sono inseriti un elegante rosone in travertino a ruota e uno stemma in marmo degli Sforza e dei duchi di Segni del XVI secolo. Alla fine del Settecento, durante i lavori di ampliamento e ristrutturazione, fu collocato sulla facciata il portale cinquecentesco, originariamente del Cappellone del SS. Sacramento (ex Cappella Sforza). Nella stessa occasione, venne modificata ed ampliata la originaria struttura ad una navata con l'aggiunta di due navate laterali, divise da archi a tutto sesto su grossi pilastri. L'interno, coperto da capriate lignee e culminante con un'abside rettangolare, conserva una pregevole collezione di ceramiche robbiane uno dei rari esempi di arte fiorentina nell'area amiatina, artisticamente e culturalmente terra senese.

Le Robbiane

La prima robbiana che si incontra, davanti al fonte battesimale, è la tavola del Battesimo di Gesù, contornata da un festone di fronde e frutti (tra i quali si nota la mela cotogna simbolo della famiglia Sforza). La scena è chiusa in alto dalle braccia aperte dell'Eterno Padre che rivela al mondo il Figlio Salvatore (Hic est fi lius meus dilectus in quo manifestavi) su cui fa scendere lo Spirito Santo sotto forma di colomba. 

Proseguendo verso l'altare maggiore, nella seconda campata di sinistra è collocata la pala della Madonna della cintola, ricca di componenti e di grande effetto scenografi co. La Vergine dona la cintura all'apostolo Tommaso mentre è innalzata al cielo da sei angeli. Alla scena sacra assistono devotamente alcuni santi, tra cui, secondo alcune ipotesi, santa Flora, riconoscibile per la palma (simbolo del martirio) in mano, san Francesco e san Michele (particolarmente venerato a Santa Fiora). Interessante la predella dove sono raffigurate scene della vita di Cristo (la "disputa nel tempio", il "battesimo" e il "compianto") e sui lati estremi lo stemma della famiglia committente. Le lesene laterali, con fregio e testine di cherubini, ospitano ciascuna tre figure di santi (bianche sul fondo azzurro), sospese su nuvolette tra i quali si riconoscono: san Sebastiano, san Giovanni evangelista, san Leonardo (a sinistra), san Raffaele e san Tobiolo, e altri. Questa pala si trovava, fino a qualche decennio fa, alle spalle dell'altare maggiore,

A sinistra dell'altare maggiore è posto invece il tabernacolo degli olii santi, con l'Eterno Padre in gloria fra i cherubini che benedice dall'alto a braccia aperte, mentre due angeli adoranti si trovano ai lati della porticina (l'originaria porticina in legno è stata recentemente sostituita da un panno ricamato).

Nella navata centrale, addossato ad un pilastro, troviamo il pulpito formato da tre bassorilievi sostenuti da colonne di pietra serena: nel pannello centrale è raffigurata l'Ultima cena con Cristo attorniato dagli apostoli; gli altri pannelli raffigurano la Resurrezione, con il Cristo vincitore sulla morte che resuscita dal sepolcro, e l'Ascensione, con il risorto che sale al cielo di fronte agli apostoli e alla madre.

Nella parete di destra si trova il Crocifisso detto di San Biagio, originariamente collocato nella cappella del cimitero

Proseguendo verso l'uscita si trova un'altra pala d'altare strutturata in forma di trittico, con al centro l'Incoronazione della Vergine e, ai lati, San Francesco stimmatizzato (a sinistra) e San Girolamo penitente (a destra). Le scene sono sormontate da festoni naturalistici con fronde e frutta. Nella predella sono rappresentate le scene dell'Annunciazione, della Natività e dell'Adorazione dei Magi. 

Pagina precedente: Via del fondaccio