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Palazzo Sforza e Museo delle miniere di mercurio

Palazzo Sforza è un edificio rinascimentale, con impostazione equilibrata e simmetrica, suddiviso da cornici marcapiano e caratterizzato da finestre in bugnato, motivo ripreso dalle angolate che lo delimitano, e su cui si aprono due portali sempre in bugnato, uno d’ingresso dell’edificio, l’altro di accesso al portone che immette su un androne con camino coperto da volte. L’edificio fu costruito nel secolo XVI per opera di Fulvia Conti, moglie di Mario Sforza, sulle preesistenti strutture difensive aldobrandesche.

Nella parte esterna del Palazzo comunale si notano i basamenti a scarpa delle fortificazioni che cingevano sul lato settentrionale il primo nucleo del paese, aperte al centro da una porta ad arco bugnato, sovrastata dallo stemma degli Sforza, che fungeva da ingresso principale (fino al XIX secolo un fossato completava il sistema difensivo esterno).

Durante i lavori di restauro per la trasformazione in nuova sede del municipio, rimuovendo i solai ottocenteschi e lo scialbo, sono riemersi, nelle fasce superiori in alto delle pareti del primo piano, due cicli di affreschi di scuola romana, uno dei rari esempi di pittura profana di fine Cinquecento nel territorio amiatino: le ore del giorno e le quattro stagioni.

Al piano terra del Palazzo è collocato il Museo delle miniere di mercurio del Monte Amiata disposto su più vani (compresa un’area sotterranea, dove è ricostruita la discesa di una miniera), e suddiviso in due piani da un soppalco.

Il Museo, voluto dall’Amministrazione comunale, è nato per testimoniare la storia delle miniere e il lavoro dei minatori; per valorizzare, documentare e recuperare la memoria storica e offrirne alle generazioni future un luogo di ricomposizione. La struttura ha anche una chiara valenza didattica e turistica ed è un formidabile punto di avvio per un approccio conoscitivo con il territorio e la sua storia.

Per saperne di più andate al sito del Museo

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