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Via delle mura

Dallo slargo con fontana ornamentale, panchine e parapetto, che si apre da via delle Mura, si coglie un suggestivo scorcio panoramico sulla valle del Fiora e sulla via delle miniere – la strada che percorrevano i minatori santafioresi per raggiungere gli stabilimenti del Siele o del Morone.

Poco più in su c'è Via Sforza, caratterizzata da edifici e portali in peperino lavorato (decori e fregi di ispirazione naturalistica) a volte sovrastati da immagini votive in ceramica. Sempre vicino c'è la casa natale di Ernesto Balducci, un padre scolopio che per anni operò ed esercitò il suo sacerdozio a Badia Fiesolana e divenne uno dei simboli della cultura della pace in Italia (una lapide ricorda il "maestro di pace" scomparso nel 1992).

 

Le mura di Santa Fiora

Delle antiche mura a difesa del borgo storico, rimangono oggi alcune tracce. L'accesso al centro fortificato avviene da due porte, la porta di San Michele, o di Borgo, ad arco a sesto ribassato con estradosso a sesto acuto, presso piazza Sant'Agostino, e la porta delle Scalette, detta anche la Porticciola, che collega il Castello con il Borgo. Nel lato di piazza Garibaldi dove oggi sorge il ponte, era situata la porta del Cassero, distrutta nel XIX secolo, mentre lungo l'odierna via delle Mura si apriva la porta di San Giovanni, così chiamata perché dava verso l'omonima pieve, oggi scomparsa, posta fuori dalla cinta muraria. Nei pressi del convento delle Clarisse era situata anche la porta dei Gobbacci, poi inglobata nella struttura conventuale.

 

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