Terziere di Montecatino

Dalla Porta di San Michele si raggiunge il terziere di Montecatino. Come suggerisce il nome (“catino” punto di raccolta dell’acqua) è caratterizzato dalla Peschiera che raccoglie le acque delle sorgenti della Fiora. Sfruttando la forza motrice delle acque, sorsero nell’area diversi impianti e manifatture preindustriali (mulini, ferriere, laboratori artigiani). Successivamente si formò un vero e proprio nucleo insediativo che, oltre ad accogliere – come vuole la tradizione – le maestranze degli impianti quando le porte del Borgo e del Castello rimanevano chiuse, utilizzava anche la propria posizione di confine per attività commerciali, mercantili e pratiche di contrabbando.

Da Non Perdere

La Porta di San Michele

La Porta di San Michele, a sesto acuto con tre mensole esterne, divide il Terziere del Borgo da quello sottostante di Montecatino, che rappresenta la parte più nuova della parte vecchia.

Il Terziere è a sua volta suddiviso in tre nuclei fondamentali: la Peschiera con la chiesa della Madonna delle Nevi, l’insediamento abitativo a maglia regolare, organizzato a partire da un asse rettilineo parallelo al muro di cinta della Peschiera, sul quale confluiscono vicoli ortogonali disposti a pettine, e l’area del corso superiore della Fiora lungo cui, sfruttando la forza motrice dell’acqua, erano sorti, già dal ’500, impianti preindustriali e manifatture (una ferriera che lavorava ematite elbana, una fabbrica di chiodi, due gualchiere per la lavorazione della lana, una tintoria, una fabbrica per la polvere pirica e vari mulini).

La Peschiera

L’interesse del visitatore è subito catturato dall’insolito specchio d’acqua, finalmente vicino e ormai a portata di mano, la Peschiera che raccoglie le acque delle sorgenti della Fiora. Continua a leggere…

Chiesa della Madonna delle Nevi

Incassata nel muro di cinta della Peschiera si trova la Chiesa della Madonna delle Nevi comunemente detta della Pescina (XVII secolo), edificata dagli Agostiniani in un luogo dove già esisteva un tabernacolo con l’immagine della Madonna. Continua a leggere…

Via delle conce

Si arriva qui sia percorrendo via dei Mulini o scendendo le suggestive scalette dalla Loggia del Liscio in Borgo, che costeggiano l’area degli orti di Fedro.

Lungo il fosso che corre parallelo a via dei mulini, e che costituisce il primo tratto del corso del Fiora, si trovavano una ferriera che lavorava ematite elbana, una fabbrica di chiodi, due gualchiere per la lavorazione della lana, una tintoria, una fabbrica per la polvere pirica e vari mulini; tutti sfruttavano la forza motrice dell’acqua che nasceva dalla Peschiera.

Sasso della fata

Il nucleo abitato presenta particolari affascinanti ed insoliti, tipici del tessuto urbano cinquecentesco, con iscrizioni, fregi e pietre lavorate.

L’ultimo confine del vecchio ordito del paese è contrassegnato da una roccia denominata il Sasso della Fata o del Maggio: si narra che in questa suggestiva roccia trachitica, cui si appoggia l’ultima casa del paese, vi sia l’anima pietrificata di una vecchia morta di crepacuore per i dolori e le ingiustizie del mondo.

Durante i temporali estivi, di solito preannunciati dal travaglino (la nuvola bianca che sbuca sulla montagna e in breve porta il temporale), attende di essere colpita da un fulmine per rivivere e per purificare il paese, trascinandolo giù nella Fiora.