Il cibo è la massima espressione antropologica di un territorio, dietro alla produzione di alimenti ci sono gesti antichi, tradizioni trasmesse. Silenzi in ascolto della natura, ingegni per modificarla. C’è il racconto di come una popolazione decide di vivere quel luogo.

Come si alleva una pecora, come si cura un alveare, come si zappa una cipolla, come si raccoglie una castagna. Questi gesti, queste fatiche, stanno da sempre dietro a quello che mangiamo.

Qui sei vicino a ciò che mangi, perché sei vicino a chi lo produce. Puoi guardare negli occhi chi ti vende una forma di PECORINO; o stringere la mano callosa di chi ha piantato, zappato e raccolto la CIPOLLA DELLA SELVA, entrare nelle cucine dei ristoratori che ti raccontano la vita di un piccolo borgo di montagna, attraverso i piatti che cucinano.

Gesti, profumi e sapori che fanno eco alla generosità stagionale della terra; qui ogni periodo dell’anno ti regalerà una sorpresa, I funghi porcini in autunno, la cacciagione, la ricotta freschissima e profumata del Maggio, il miele legato alle fioriture, oppure quello che era considerato il “pan di legno”: sua eccellenza la castagna.

Gusta Santa Fiora tutto l’anno, e innamorati di piacere.